La prova costume

storia costume da bagno
Lo so, lo so, coraggio donne: chiudete gli occhi, sorpassate l’edicola, rifiutate i campioncini di crema anticellulite e dimenticate i nomi delle ultime diete inventate dai vari pazzoidi in circolazione. Dobbiamo e possiamo farcela.

Possiamo ricordare che estate significa granite, pareo, cieli azzurri, il profumo del mare, il tocco del sole sulla pelle, lo sguardo del vicino di ombrellone, il finestrino abbassato e la musica a palla, un libro letto sulla spiaggia, il rumore delle onde o dei salti in piscina, i pomeriggi pigri e abbandonati dalla gente.
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Buon primo maggio, Sisifo

Un mio contatto Facebook sta praticamente spammando sulle bacheche altrui questo video. L’ho preso in considerazione perché quel Roll Away Your Stone mi ha riportata indietro al liceo, quando il mito di Sisifo cominciò a farmi passare diverse notti insonni:

Come punizione per la sagacia dell’uomo che aveva osato sfidare gli dei, Zeus decise che Sisifo avrebbe dovuto spingere un masso dalla base alla cima di un monte. Tuttavia, ogni volta che Sisifo raggiungeva la cima, il masso rotolava nuovamente alla base del monte. Ogni volta, e per l’eternità, Sisifo avrebbe dovuto ricominciare da capo la sua scalata senza mai riuscirci.

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Il mio prossimo costume da bagno

Bikini con stampe animalier

Pensavo che con gli anni avrei amato anche io le stampe animalier. Tolta una mia amica che le osava già al liceo, infatti, i capi leopardati (più di quelli zebrati) sembrano essere prerogative di signore di una certa età che vogliono rivelare la belva che è in loro o meglio che, a dispetto delle rughe, la belva che è in loro è ancora viva.

Non vogliatemene, so che molte donne giovani amano la giungla e le sue atmosfere, ma qui nei dintorni lo stile belva è prerogativa della menopausa. Che ce ne facciamo allora di questo costume in apertura di post? Lo compriamo? Non lo compriamo? La cifra non depone a suo favore, quasi novanta euro escluse spese di spedizione.
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My Fake Lover

Profilo ragazzo
Un caro amico mi informa che su alcuni siti è possibile portarsi via, per cinque dollari, una finta fidanzata per il profilo Facebook. Sono andata a controllare e in effetti diverse ragazze (ehm, siamo davvero sicure che lo siano?) si offrono per comparire nel tuo status e relazionarsi a te.

In pratica: sei un nerd? Non rimorchi da un po’ e non vuoi fare brutta figura con gli amici? Sei gay ma non l’hai ancora detto e ti serve una copertura? Hai uno che ti rompe e vuoi far finta di essere lesbica? Insomma, la soluzione c’è. Però, però, però, mi sono detta: e per me, niente?
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In credito di una vita

parola life con lettere scarabeo

Così, non posso accettare la morte. La mia intendo. Perché è questo, alla fine, che mi turba delle morti altrui. Non solo una violenta assenza. Non solo quella sensazione che ti accompagna sempre di straniamento, di vuoto, che però non è un vuoto. Perché lui/lei è lì, per te, solo che non capisci perché non ti risponda, perché non puoi amarlo, abbracciarlo, lasciarti baciare.

Non solo questo.
In fondo, è la sottile percezione della propria finitezza. Del non averla scampata, se non per ora.

Ti guardo perciò morte, morte mia ed ecco il mio accordo. Rallenta il passo, fallo pesante e faticoso. Io darò una meta al mio e lo renderò più leggero e fecondo. Per ridurti il carico, s’intende, e portar via solo me, non il rammarico, quel po’ di rabbia, quel risentimento.

Foto | gfpeck

Buona Pasqua!

uomo vestito da coniglio

Buona Pasqua lettrici e lettori del blog! Cosa volete che vi auguri per questa Pasqua e/o primavera? Vi auguro quello che auguro a me stessa: tanta, tanta, tanta leggerezza!

Non parlo di superficialità, badate bene, ma di una condizione dello spirito che ci consente di muoverci nella vita e nei sentimenti dando il giusto peso agli avvenimenti, ai ricordi, alle emozioni.

Che siate credenti o atei credo sia un consiglio utile e valido, che io stessa non riesco mai a mettere in pratica. Stavolta però devo davvero ascoltare una mia amica che si sta raccomandando moltissimo che io la smetta con le mie pesantezze esistenziali.

Va bene, va bene, bando alle ciance e mettiamola così: cosa vorreste trovare nel vostro uovo di Pasqua? Io, per una sera, Hugh Jackman in versione Wolverine. Attendo le vostre risposte!

Foto | Toms Bauģis

Non di soli conigli….

coniglietto di plastica

Prima dei coniglietti di Pasqua ci sono i pesciolini del primo aprile. In questo blog poco edificante, naturalmente, assumono tutt’altra valenza. Prima di procedere devo però avvisarvi che questo è un post con dedica ad una mia amica, che chiamerò Dalia e che stamattina si è lamentata del tono dei miei ultimi post. Dice che non si diverte, lei.

Beh neanche io se devo parlare di sensi di colpa, visioni e pedofilia. Ma tant’è, ho sempre pensato che questo blog fosse anche dedicato a tutte le donne che come me fanno fatica a sganciarsi dalla cultura pseudo cattolica che le ha limitate nel sesso, nel lavoro, nella sfera dei sentimenti.

Dalia fortunatamente ha tutt’altro genere di sostrati emotivi e ciò mi conforta perché mi richiama all’ordine. Così, per la serie sacro e profano, e per la sua gioia, vi faccio vedere cosa ho trovato in posta stamattina:
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Pedofilia, celibato, senso di colpa in Golgota di Carmelo Abbate

braccialetti guilty pleasure

Chiedo venia per l’impropria sintesi che mi accingo a fare del reportage Golgota di Carmelo Abbate. Il tema è la pedofilia dei sacerdoti e l’inchiesta segue di poco quella sulla sessualità/sesso nella Chiesa, uscita sempre per la Piemme con il titolo Sex and the Vatican.

Come in quel caso, in cui mi colpì la storia delle suore violentate, anche questa volta concentrerò la mia attenzione solo su una parte del volume, quella forse più attinente a questo blog.
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E se anche facesse male. Guardami.

Artista con volto di gesso

Oggi terzo post ospite, che mi ha fatto venire in mente come il problema dello sguardo dell’amato e dell’amante sia determinante in un rapporto di coppia. Ne avevo parlato in Ti guardo, ti tocco. Sono molti a sottovalutare il potere di uno sguardo e non parliamo di quello del seduttore, che solitamente riconosciamo a vista. Parliamo di quello sguardo che è un tutt’uno con l’ascoltare, con il comprendere.

Quello sguardo che mozza il fiato, che ci paralizza per un attimo, perché l’altro, chiunque esso sia, ha per un attimo (per tutta la vita se noi glielo concediamo) compreso qualcosa di noi. Uno sguardo che può farci mettere in discussione tutto ciò che fino ad un attimo prima sembrava sufficiente.

Lascio la parola a Nausicaa, che insieme ad Elenie e Clara e le altre che verranno mi sta aiutando a farmi un’idea delle donne italiane, della consapevolezza dei propri desideri, della vita che avranno.

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Di erotismo e transverberazione

Nota: Oggi si va di brutto sul crinale sacro/profano. D’altronde siamo in quaresima! Se siete amanti del sacro astenetevi dalla lettura perché potrebbe provocarvi spiacevoli reazioni…

Si discuteva amichevolmente, con il mio consorte, del valore dell’esperienza sessuale nel percorso di crescita dell’essere umano. A quarantanni suonati mi è sorto il dubbio che non essendo in realtà scindibili in anima e corpo, noi esseri umani conosciamo e ci conosciamo attraverso le esperienze che passano anche attraverso la nostra superficie corporea.

L’esperienza sessuale, nello specifico, una buona esperienza sessuale, non è semplicemente un’esperienza corporea, ma una nostra esperienza, che ci svela molto di noi, di quello che desideriamo, proviamo, amiamo o detestiamo. Ne ho parlato altre volte. Il sentirsi “uno”, non con l’altro, ma percepirsi interi, intendo, credo sia un’esperienza fondamentale. E qui sono entrati in gioco i santi.
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