Quarantanni, solo sesso, un altro blog

Uccellino tondo e accigliatissimo in primissimo piano

Febbraio, mi chiude una porta in faccia. I miei pensieri non si muovono. I miei occhi si fermano a contemplare la neve. Invece di pensare a nuove storie, ritorno sulle vecchie e il bilancio che non sono riuscita a fare nei mesi precedenti mi viene adesso quasi spontaneo.

Mi chiedo, per la precisione, quando e come ho cominciato ad interessarmi di eros così tanto da farne il mio unico argomento. Non doveva andare così. In questo blog avrei dovuto continuare con degli arguti post sull’identità femminile e con argute recensioni sui testi di riferimento per le donne.

Invece l’eros ha preso piede, forse perché ha trovato una strada che nella mia vita reale non trovava. Certo, ormai si influenzano a vicenda, il mio blog e la mia vita sessuale.

Forse proprio grazie a questo ho recuperato l’idea di persona come di identità non frantumabile. Sono una donna e questo vuol dire: pensieri, emozioni, sentimenti, fantasie, sensazioni, azioni, parole, atti. Tutto in una volta sola. Ogni singolo elemento influenza l’altro.

Se cerco, per comodità, di prendere il mio corpo e ragionarci come se potesse vivere senza di me o analizzare pensieri e sentimenti senza le reazioni che il corpo produce, produco uno squilibrio di significati, falso in partenza qualsiasi ragionamento.

Eppure siamo tutte abituate a ragionare così, a frammentarci e a credere che crescere significhi rinunciare ad uno di questi frammenti. A me è stato insegnato che il corpo non serve, se non per avere un figlio. Che il pensiero è pulito solo se non contempla il sesso.

Altre donne pensano che crescere significhi invece dare meno spazio ai pensieri e più alle azioni. Lasciar perdere le amenità del ragionamento e lanciarsi travolgere da percezioni e sensazioni varie.

Ecco ho fatto due esempi diametralmente opposti, ma in mezzo c’è un oceano di scelte, di motivazioni, di eventi casuali, incontri. Insomma ci siamo noi tutte e noi tutte. Perché anche gli uomini hanno rinunciato a molta parte di sé, altrimenti non mi troverebbero così strana e curiosa per via del mio blog.

Ora veniamo al passerotto. Quello della foto. Ha uno sguardo quasi inquisitorio, forse non ama queste mie elucubrazioni. Forse mi sta chiedendo se c’è posto per lui in questo strano blog che ancora non ha una forma definitiva. Non appena lo scopro vi faccio sapere, nel caso io debba aprire un altro blog.

Foto | Spatulated

2 commenti a Quarantanni, solo sesso, un altro blog

  1. G scrive:

    sottoscrivo tutto quello che dici. ho ricevuto anch’io un’educazione molto rigida per quanto riguarda il sesso, e quando mi sono allontanata fisicamente dai miei genitori mi sono allontanata anche da quella visione castrante. poi però sono diventata mamma anch’io, ed ecco che tutta quella roba mi è ripiombata addosso. rendendomi una donna a metà, che neanche se ne rendeva conto.
    ricostruire un’identità non frantumata è un lavoro, che passa anche attraverso il blog, perché no, anzi di cui il blog è diario e testimonianza, ma anche stimolo e memento.
    dove vanno questi blog? e chi lo sa. l’importante è dove andiamo noi. anzi, l’importante per noi è andare.

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